Riflessioni durante un pranzo primaverile

Sabato 7 marzo, si è svolto a Fossano, presso il centro Vita da yoghina, il corso di Reiki Usui di III livello: nella pausa pranzo durante i corsi, solitamente, usciamo dallo studio e mangiamo tutti (o quasi) insieme. È un momento di convivialità sempre interessante, durante il quale si parla di quanto appena appreso, dando spesso spazio a discorsi non banali.

Proprio durante il pranzo del 7 marzo, abbiamo discusso di un punto importante: partendo dalle case famiglia e dai bambini e i ragazzi che vengono allontanati dai loro nuclei di origine, siamo passati a discutere dei cambiamenti velocissimi di questi ultimi anni e di come le persone abbiano reagito in maniera molto diversa.

Alcuni, infatti, hanno acquisito una nuova consapevolezza, come se all’improvviso si fossero tolti un velo dagli occhi, che impediva loro di “vedere” (azione ben diversa dal semplice “guardare”) com’era la realtà. Altri, invece, sono rimasti esattamente al punto di partenza, come se questi anni così intensi non avessero avuto alcun effetto, se non quello di spingerli a provare una maggiore insofferenza verso certe categorie di persone.

Uno degli aspetti più interessanti di questo periodo è la coesistenza tra chi si è svegliato, o lo sta facendo, e chi è ancora non ha avuto lo stimolo a cogliere i cambiamenti in atto.

Durante il pranzo, ci si interrogava su come rapportarsi gli uni con gli altri e come può fare, chi ha intravisto o visto dietro al velo, per continuare a vivere in una società non più a sua misura. 

Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo

Penso che le parole di Gesù siano, come sempre, edificanti anche in questo caso. 

Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo” (Gv 17,14-16) e ancora “Date a Cesare quel che è di Cesare (e a Dio quel che è di Dio)”.

Gesù continua: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Sono frasi potenti, che chiariscono quello che sta accadendo, mostrando la loro estrema attualità, ancor di più alla luce dei file che stanno uscendo.

Oggi, molti hanno scoperto che la comunicazione è fallata e fallace, che le notizie dei mass media sono per la maggior parte fake news e, tra di esse, viene somministrata – col contagocce – un po’ di verità.

Sicuramente, anche per quanto riguarda i famigerati file, quello che ci viene fatto sapere è solo una minima parte, ma quando pensiamo al Principe del Mondo e a chi governa il pianeta, le informazioni che arrivano sono la riprova di chi realmente tira le fila del tutto: non persone, ma entità dietro a quelle persone…

Entità che sono del Mondo, mentre chi si è svegliato deve essere nel mondo, ma non del mondo.

Il continuo attacco ai bambini, abusati e cannibalizzati, è l’attacco alla nuova linfa del mondo.

L’insofferenza che molti hanno cominciato a sviluppare verso chi non si adegua al comportamento standardizzato della massa è il segno della speciazione in atto. Di chi non è del mondo.

Come convivere tra chi è andato oltre e chi si è fermato?

Non credo ci sia una risposta univoca, ma ritengo plausibili quanti sostengono che si creeranno (come sta già accadendo) delle comunità alternative, con un proprio sistema scolastico, sanitario, di scambio valuta, nutrizionistico, agricolo, industriale e terziario, in cui vigerà un sistema olistico, il benessere della persona verrà messo al centro e la spiritualità tornerà a ricoprire il ruolo centrale che deve avere e che ha perso con l’avvento dell’Illuminismo, come ultimo colpo di coda.

Nel frattempo, quello che possiamo fare è scegliere: scegliere di dismettere la tv e cercare altrove informazioni che possiamo verificare, scegliere chi frequentare, dove comprare, cosa mangiare, cosa indossare, dove andare e come farlo, come comportarci, come agire, rimanendo sempre saldi dentro di noi, senza mai tralignare. 

Continuiamo a dare a Cesare quel che è di Cesare, ma a Dio quel che è di Dio.
L’equilibrio, la dirittura morale e la compassione possono operare grandi cambiamenti.

I due ambienti: Sat e Asat

Secondo i Veda, i testi sacri indiani, l’uomo può (scegliere di) vivere in due tipi di ambiente: 

  • l’ambiente Asat (definito da agitazione e inerzia) è quello in cui si trovano le persone che si sentono diverse dagli altri, che hanno idee, comportamenti e convinzioni differenti da quelle della famiglia o degli amici. Per questo, spesso sono osteggiate – se non peggio – e, se non si emancipano, non riescono a fiorire, tornando addirittura indietro nella loro consapevolezza, per adeguarsi a chi li circonda. 
  • l’ambiente Sat (definito da armonia e purezza), invece, è florido e vi si ritrovano persone sulla stessa lunghezza d’onda, con cui creare cose che fanno stare bene tutti, prosperando e migliorando costantemente insieme, e vivendo a pieno la propria spiritualità, senza mai dimenticare il radicamento.

Scegliere può essere la soluzione 

Ecco, anche noi possiamo scegliere, ogni giorno, un ambiente fatto di persone Sat e luoghi Sat, che ci aiutino a prosperare, in cui e con cui crescere. Espandendo il più possibile intorno a noi vibrazioni di questo tipo, potremo avere effetto anche su chi ancora è indeciso, si sente fuori dal mondo, ma non sa dove andare, mentre probabilmente allontaneremo chi non è così (uno degli effetti del cambiamento).

Come Anno Universale 1 della Numerologia Pitagorica, questo è il momento ideale per iniziare qualcosa di nuovo, avvicinarsi a conoscenze diverse, sperimentare cose mai fatte prima… e trovare quante più attività Sat possibile, con la gioia che riempie il cuore e offre soddisfazione!

Io ne propongo alcune, come i corsi e i trattamenti Reiki e le letture e i corsi di Numerologia.

Contattami al 329.1561.384, scrivimi a info@aleteia.life o dal form della pagina Contatti per informazioni su quello che bolle in pentola!

E ricorda di seguirmi su IG e FB per tutti gli aggiornamenti!

Con gratitudine soprattutto verso chi, in questi ultimi giorni, mi ha portato a fare queste riflessioni  🩷