“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.”
C. G. Jung
Quante volte, nella vita, è capitato di ricevere cattiverie, ma di non vedere l’autore pentirsi? Quante volte, al telegiornale, sentiamo di persone abusate o vilipese, che si trovano costrette a dividere la strada, appena uscite di casa, con chi le ha maltrattate? Quante volte i colpevoli non scontano un solo attimo della loro condanna? Quante volte i ragazzi sono bullizzati e i bulli non vengono nemmeno richiamati?
Eppure, secondo la legge del Karma, l’energia si muove in modo tale che si riceve ciò che si è messo in circolo: bene per il bene, male per il male.
Allora, come mai non è sempre così?
Qui, non si vuole parlare di ciò che attiriamo nella nostra vita per crescere, ma di qualcosa che arriva da altrettanto lontano.
Torniamo ai Greci
Al liceo, durante una lezione di greco, il professore ci raccontò che, verso il finire della civiltà greca antica, le erme ai crocicchi delle strade cominciarono a cambiare e, al posto di quelle dedicate a Ermes, ne comparvero diverse consacrate a un Dio sconosciuto.
Questo perché i Greci compresero intuitivamente che i loro dei, per quanto magnificamente archetipali, non erano sufficienti a spiegare la profondità e la perfezione dell’Universo e del Creato e che doveva esserci qualcosa o qualcuno ancora più in alto di loro, anche più in alto del Fato e delle Parche o di Ade.
Avevano intuito, cioè, la presenza di Dio…
E, poco dopo, ecco comparire suo Figlio, Gesù.
Se Cristo si fosse appalesato ai tempi della Preistoria, quale giovamento spirituale avrebbero avuto gli uomini primitivi, la cui preoccupazione maggiore era la sopravvivenza?
Nessuno.
Perché Gesù comparisse, ci voleva la Consapevolezza dell’esistenza di un Creatore unico di tutto l’universo. O, almeno, di un abbozzo di idea, di un’intuizione…
I colpevoli senza conseguenze?
La Consapevolezza è crescita, senza di essa la vita rimane sempre allo stesso punto.
Ma se una persona non ha Consapevolezza, è possibile che subisca le conseguenze per le sue azioni scorrette?
Si può punire un bambino di due anni perché non sa leggere o un neonato perché non sa mangiare da solo? No, lo si può sgridare solo se, una volta imparato, continua a comportarsi come se non sapesse leggere o mangiare da solo.
Lo stesso capita ai colpevoli: se una persona pensa che uccidere, aggredire, derubare sia giusto, senza la minima percezione della differenza tra male e bene, non si sentirà mai responsabile delle sue azioni, ma sarà come un bambino di due anni che non sa leggere o mangiare da solo. Se continua a proiettare all’esterno colpe e traumi, senza guardarsi dentro, non avrà mai percezione reale di sé e delle sue colpe.
Questo non significa giustificare chi agisce male, che invece dovrebbe confrontarsi con le conseguenze secondo le leggi vigenti, anche se non si rende conto di ciò che ha fatto.
Significa però che il soggetto in questione non ha Consapevolezza e vivrà una vita o delle vite prive di crescita e, in definitiva, dello scopo della vita stessa.
Ma basta un attimo, un guizzo di Consapevolezza che ciò che si è fatto è sbagliato e tutto cambierà… Non ci potrà più proclamare inconsapevoli, con tutto ciò che questo comporta.
Conclusioni
Meglio rimanere inconsapevoli e fare quello che si vuole, allora?
Non ci risposte giuste o sbagliate, perché tutto dipende dal proprio libero arbitrio e dal livello di Consapevolezza, ma è necessario sapere che l’inconsapevolezza costringe a un loop di “cecità” e di contatti con persone allo stesso livello. Non importa che una persona si arricchisca o sembri avere successo (quanti ne vediamo, oggi, ad “altissimi livelli”, fare cose indicibili senza apparenti conseguenze?): da un punto di vista spirituale, non ci sarà evoluzione, ma una continua condanna a una vita fatta esclusivamente di materia, deresponsabilizzazione, mancanza di sensibilità, avidità, incapacità di “vedere” la realtà e dove ogni colpa verrà imputata agli altri.
Acquisire anche solo un briciolo di Consapevolezza, significa iniziare un percorso non semplice, ma davvero “remunerativo”: un viaggio alla scoperta della vera realtà, dei meccanismi delle Leggi dell’Universo e, soprattutto, del proprio posto nell’Universo, come essere consapevole al servizio di uno scopo più alto.
La Consapevolezza va coltivata di giorno in giorno e, grazie alla potenza di questo Anno Universale 1, è possibile lavorare proficuamente su di sé.
Per questo, ho concentrato nei primi tre mesi, corsi e incontri di Numerologia e Reiki Usui, che possono sostenere chi vuole avventurarsi nel percorso del lavoro su di sé e sulla propria Consapevolezza.
A febbraio, troverai i corsi di Numerologia Base (8 febbraio) e di Reiki Usui di I livello (13 e 14 febbraio) e di II livello (15 febbraio), mentre il III livello sarà il 7 marzo, tutti al centro Vita da Yoghina di Fossano (CN).
Il 12 febbraio, ci sarà un incontro sull’energia di questo Anno Universale 1 e sui suoi significati dal punto di vista numerologico, presso l’Erboristeria Parafarmacia Cuorcuma di Moretta (CN).
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Con gratitudine