Hai mai pensato al vero motivo per il quale il mondo è sempre più rumoroso e rutilante?
Perché siamo invasi da video social a volumi esagerati, che partono di colpo quando siamo nei luoghi meno consoni (dal treno al cinema, fino all’ospedale) e che durano pochi secondi?
Ti è mai capitato di vedere gente affannata nel cercare di abbassare il volume e altra alla quale, invece, non interessa affatto disturbare gli altri?
E perché questi contenuti si consumano uno via l’altro, rendendo le persone dipendenti?
O, ancora, perché la tv in streaming sforna continuamente serie TV che non basterebbe una vita intera a guardare tutte?
Una piccola premessa
Non sono una fan dei social network, ma li uso, perché sono uno strumento con un fine: quello di divulgare dei messaggi. Tuttavia, come ogni strumento, tutto dipende dal modo nel quale lo si usa. E mi piacciono anche le serie tv, però – anche in quel caso – faccio attenzione che il consumo non sia compulsivo.
Perché invece, oggi, l’utilizzo dei social è proprio compulsivo: pochi riescono a stare in coda alla cassa del supermercato, a guardare le pubblicità al cinema o in televisione, a stare in una sala d’aspetto senza sentire il bisogno di riempire quell’attimo, in cui sono soli con se stessi, attraverso lo scroll compulsivo dei social media o la ricerca di qualcosa su un motore di ricerca.
Il silenzio, il dialogo interiore, lo stare bene con se stessi non esistono più. Il semplice stare, senza avere nulla da rigirare nelle mani, oramai, viene considerato roba vecchia.
Perché succede questo?
La parola distrazione, dal latino distractio, sostantivo derivato dal verbo distrahĕre, composto da dis- (allontanamento) + trahĕre (trarre, tirare), significa trarre in direzioni diverse, ma anche volgere la mente altrove.
Anche la parola divertimento deriva dal latino: in questo caso è divertĕre, da di- (forma di dis-, che indica allontanamento/separazione) + vertĕre (volgere, girare) e significa letteralmente volgere altrove o deviare.
Quindi, volgendo altrove l’attenzione e spostandola dal proprio centro, si perde di vista ciò che è importante e ci si rivolge altrove che, sempre dal latino, significa in un altro luogo.
E questo altro luogo è qualsiasi posto sia lontano dall’Anima.
Abbiamo parlato qui di come l’Anima sia l’unica parte di noi che sa tutto e che può darci le sole e vere indicazioni per svolgere la nostra missione di vita.
Ma per contattare l’Anima, c’è bisogno di silenzio, pace, armonia, tranquillità, cioè esattamente del contrario di ciò che viene fornito oggi, su un piatto d’argento, dai social network e dalla tv.
Nel rumore, nelle immagini che scorrono compulsivamente senza soluzione di continuità, nel voyeurismo che spinge a nutrirsi di video di altre persone, il contatto con l’Anima si perde e questo fa parte di un disegno ben preciso: gettare nella materia, allontanando dalla spiritualità. Ma noi siamo esseri composti di spirito, oltre che di materia…
Cosa dice la Numerologia a questo proposito?
Se dovessi descrivere quello che succede, da un punto di vista numerologico, direi che il 7 in luce, cioè l’archetipo del Saggio che, tra le sue caratteristiche ha quella della necessità del silenzio e della solitudine per ritrovare se stesso, è stato barattato col 5 in ombra, cioè con l’archetipo del Girovago che perde tempo e cade nelle dipendenze, ottundendo i sensi, che sono i suoi strumenti primari di conoscenza, proprio per non dover avere contatto con l’Anima.
Come si può tornare verso l’attenzione e la centratura?
Quando si cerca di aumentare la propria Consapevolezza, ci sono sempre forze contrarie che cercano di riportarci indietro, tentando di agire come un elastico. E, dal secolo scorso, si sono concretizzate nel tempo attraverso la TV, le droghe nuove rispetto a quelle del passato, le bibite con una piccola percentuale di alcol (tanto in voga negli anni Novanta) per far abituare i giovani al consumo e, ora, i social network.
Con questo, non voglio dire che il vino o i social network, il più recente tassello del piano, debbano essere rifiutati (anche se la recente e pilotatissima crisi energetica forse ci costringerà a farne a meno), ma che è necessario sapere quali sono i momenti di distrazione e quelli in cui è fondamentale rimanere in contatto con la propria Anima.
Se non si riesce a stare qualche minuto in coda o al bar senza prendere in mano il cellulare solo per passare il tempo, allora c’è del lavoro da fare, che può essere svolto anche attraverso il Reiki e la Numerologia.
Il Reiki è una tecnica che aiuta a ritrovare pace, calma, benessere e centratura.
La Numerologia è un potentissimo strumento di auto-conoscenza, che indica con estrema precisione proprio ciò su cui si dovrebbe lavorare per acquisire maggiore consapevolezza.
Per tutte le informazioni sui prossimi corsi di Reiki e Numerologia, sui trattamenti Reiki e sulla mappa numerologica, contattami al 329.1561.384, all’email info@aleteia.life o direttamente dal modulo Contatti del sito.
E non dimenticare di seguirmi (con moderazione 😉) sui social FB e IG per tutte le novità che propongo, anche in collaborazione con lo studio Shakti/Vita da yoghina di Fossano (CN) e la parafarmacia Cuorcuma di Moretta (CN).
Infine, il 18 aprile, parlerò di Numerologia all’XI Convivio di Soul’s House, vicino ad Asti. L’ingresso è libero, se sei in zona, non mancare!