La mappa numerologica e i figli

Mi è capitato più di una volta che, a fine lettura numerologica, un genitore mi chiedesse di fare la mappa anche ai propri figli minorenni. L’entusiasmo per le nuove conoscenze, la profondità con cui ci si può scrutare dentro, la decodifica di tanti avvenimenti della vita e aspetti di sé, dopo la lettura, porta immediatamente a pensare di traslare questa meraviglia su chi si ama.

Ma la mia risposta a questa richiesta è sempre No e i motivi di tale scelta sono diversi.

Per i figli o per i genitori?

Quando una madre o un padre mi chiedono la mappa per i loro figli piccoli, naturalmente lo fanno a fin di bene, perché sperano di trovare delle informazioni che li aiutino durante la loro crescita. 

Tuttavia, anche se questo può apparire un motivo solido, ricordo ciò che la mia insegnante disse (e che ho fatto mio), durante uno dei corsi che ho frequentato: “Quando un genitore vuole conoscere la mappa del figlio, lo fa per il figlio o lo fa per sé?”. 

Quando rivolsi questa domanda a una psicologa che mi chiese la mappa per il suo bambino, lei si rese immediatamente conto che lo faceva più per se stessa che per lui. 

Gli archetipi e i loro “limiti

Conoscere gli archetipi dei propri figli è una curiosità legittima, ma farsi fare la mappa e leggerla al posto loro (anche perché troppo piccoli per capire) può portare a conseguenze diverse.

Prima di tutto, le false aspettative.

Scoprire che un bambino ha un 2 (Fanciullo/Orfano), derivato magari da 11 (Genio), come numero del Destino o dell’Io, potrebbe portare un genitore a convincersi che sarà un grande chirurgo e potrebbe quindi spingerlo per una strada che non è la sua. Ma il 2 potrebbe indicare anche la cura per gli altri e l’insegnamento oppure evidenziare un’enorme ferita dell’abbandono da lavorare per tutta la vita oppure, ancora, sottolineare facoltà medianiche. Oppure, tutto insieme. Inoltre, non è detto che questi numeri indichino il lavoro che si farà: alcune volte, il lavoro coincide col numero del Destino, altre no, perché, in quel caso, la professione è un mezzo e non un fine.

Gli archetipi sono come immense aree all’interno delle quali ci sono certe luci, ombre e (potenzialmente) tanti salti di ottava; e l’unicità dell’essere umano sta nel modo in cui essi dialogano gli uni con gli altri, in modo esclusivo per ognuno di noi. 

Persone con la stessa mappa (perché omonimi e nati nello stesso giorno) possono essere completamente diverse, perché ognuna di loro può trovarsi in un diverso punto di consapevolezza e lavoro sugli archetipi. Quindi, la mappa non ci dice “Sei così!” stigmatizzandoci, ma ci parla di possibilità e di tanto lavoro su di noi per portare quei numeri in luce. È proprio nel momento in cui si riesce a far uscire la luce da ogni archetipo che si realizza il proprio potenziale, ma non è detto che tutti ci riescano o che lo facciano nello stesso modo. 

Immaginiamo un figlio con tanti 8 (Sovrano/Tiranno) nella mappa e un genitore che si mette in testa che diventerà ricchissimo, un leader, un capitano d’industria o un grande sportivo, senza sapere che, ad esempio, se viene da 44, questo numero ci parla di guaritori, sciamani e difensori dell’ambiente. Oppure, semplicemente, gli altri archetipi della mappa possono stemperare l’8 e portarlo a essere chissà cos’altro. Inoltre, nella numerologia caldea, l’8 (Saturno) è il numero più difficile con cui avere a che fare e, anche se premia in tarda età, le prove a cui sottopone nella giovinezza e nella maturità sono molte e spesso pesanti.

E non parliamo, poi, di tutti gli anni di cambio energetico, come quelli coincidenti con l’innesto, l’anno emblematico, i cicli e le realizzazioni che sarebbero attesi con eccessiva aspettativa. Non sempre, infatti, un cambiamento porta a stravolgimenti o avvenimenti da film hollywoodiano nella vita di una persona.

Tempo fa, una signora mi chiese la mappa per i due figli piccoli, dicendomi che non si sarebbe fatta influenzare. Sono consapevole del fatto che fosse sincera e onesta, ma so anche che è inevitabile che gli archetipi influenzino le nostre vite, una volta che li conosciamo. 

Quando qualcuno mi chiede la mappa, prima della lettura in presenza o online, gliela invio perché controlli che i dati che ho riportato (nome e data di nascita) siano corretti, ma nel momento stesso in cui il richiedente entra in contatto visivo con la sua mappa, gli archetipi iniziano a lavorare energeticamente. È impossibile, quindi, rimanere distaccati e impassibili di fronte ai propri archetipi o a quelli di qualcun altro. 

La mappa è uno strumento di crescita personale

Preparare una mappa è un rito che richiede attenzione e concentrazione: dopo aver acceso una candela bianca, creo uno spazio di connessione con la persona che me ne ha fatto richiesta e, solo dopo, comincio a prepararla.

Lo scopo di una mappa numerologica è quello di farci crescere: attraverso l’incontro con i nostri archetipi, possiamo imparare a comprenderli (e comprendere parti di noi che non vediamo), a gestirli e a cambiare in meglio con loro. Proprio per questo, la mappa è personale e andrebbe preparata sempre e solo a chi la chiede, per il suo massimo bene. Un bambino non potrebbe capire questo strumento, che è adatto a chi decide di conoscersi meglio e di indagare se stesso, per accrescere la propria Consapevolezza. 

A chi mi dice che, per i figli minorenni, decidono i genitori, rispondo che non parliamo di scelte che riguardano il cibo, il vestiario o la scuola, ma di sfumature dell’essere, di pieghe personali che ognuno deve poter sviluppare in autonomia, senza la pressione delle aspettative portate dagli archetipi, la cui lettura può essere molto fuorviante. 

Inoltre, farsi leggere la mappa quando si è nel ciclo produttivo o di mietitura (cioè, nell’età adulta o nella maturità), può aiutare a capire i cambiamenti fatti, a decodificare gli eventi della propria esistenza, a permettere di riconoscersi in un percorso di vita, molto più di quanto potrebbe fare, quando ci si trova nel ciclo di formazione. Questo è uno dei motivi per i quali, la bussola personale si legge solo fino all’età del richiedente.

La numerologia è una conoscenza molto antica, che serve a chi ha deciso di intraprendere un cammino di crescita nella Consapevolezza: lasciamo ai bambini il loro tempo e il loro spazio e saranno loro, da adulti, a scegliere se osservarsi attraverso questo strumento. 

Il libero arbitrio

Quando tengo i corsi di Reiki, spiego sempre che le persone che lo ricevono devono esserne informate, perché fare trattamenti “a tradimento” equivale a violare il libero arbitrio della persona. Per quanto il Reiki faccia bene, non si può obbligare chi non lo vuole a riceverlo: un insegnamento che ho imparato nella scuola che ho frequentato e che condivido pienamente.

Per capire quanto grave sia l’eventuale violazione di tale norma non scritta, ricordo sempre che nemmeno il diavolo può violare il libero arbitrio dell’essere umano, ma è costretto a fargli firmare un contratto. Esattamente, come un vampiro non può entrare in una casa, se non invitato…

Chiedere la mappa per un bambino, anche se piccolo, significa violare il suo libero arbitrio, senza dargli la possibilità di scegliere se vorrà o meno appoggiarsi a questo strumento che a lui, in quel momento, non serve a nulla, mentre può creare false aspettative e un reiterato e costante senso di anticipazione nel genitore. 

Ledere il libero arbitrio di qualcuno ha sempre delle conseguenze, sia per chi ne fa richiesta, sia per chi lo fa, materialmente. Alla Legge Universale di Causa/Effetto (detta anche legge del Karma) non si sfugge, così come non si sfugge a nessun’altra legge universale. 

Le eccezioni

Esattamente come nei corsi di Reiki si impara il “pronto soccorso”, cioè ad agire nel momento del bisogno, anche nella numerologia ci possono essere delle eccezioni, ma – proprio perché “eccezioni” – questi momenti possono manifestarsi nella sbirciata a un particolare numero, nel caso in cui un genitore si trovasse in una situazione particolarmente preoccupante per i figli. Quindi, prima di tutto, ci riferiamo a situazioni da ponderare di volta in volta e, soprattutto, non parliamo di una mappa fatta per la curiosità di sapere “come sarà mio figlio” (con tutto l’amore che ci può essere in questa richiesta), ma di qualcosa di ben soppesato e con un’azione estremamente mirata. La rigidità non è mai una buona consigliera: per questo, è necessario avere la Consapevolezza per capire quando è possibile agire e quando è sconsigliato.

Se, invece, sei una persona adulta (dai 18 anni in su) e desideri conoscere i tuoi archetipi e, soprattutto, lavorare sulla tua crescita personale, allora puoi chiedermi la tua mappa numerologica! 

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