Qualche settimana fa, ho ricevuto il link a un articolo in cui si evidenziava che l’Ospedale di Pesaro avrebbe ospitato un progetto di apertura all’approccio olistico, integrandolo con quello medico. Nella “Stanza del benessere”, i pazienti oncologici potrebbero ricevere trattamenti energetici di diverso tipo, tra cui quelli Reiki, per ritrovare un po’ di serenità e sentirsi sostenuti.
Dopo alcuni giorni, l’AIE (Associazione Internazionale degli Esorcisti) lancia un monito sull’utilizzo del Reiki, che sarebbe – a detta loro – una “tecnica di spiritismo”.
Dal momento che pratico Reiki Usui da quasi quindici anni e insegno la tecnica come Master, ho deciso di dare il mio punto di vista sulla questione, anche perché, da credente e Cattolica, non ho mai visto contraddizione con la pratica di questa tecnica.
So che esistono molte derivazioni del Reiki, che non conosco e che mi astengo dal giudicare, perché mi occupo solo di Reiki Usui.
Scienze e pratiche energetiche
Il Reiki Usui è una tecnica giapponese di riequilibrio energetico nata circa un secolo fa, grazie a Mikao Usui. Semplicissimo da imparare e utilizzare, permette di riequilibrare l’energia delle persone, lavorando a più livelli, a iniziare da quello fisico, per continuare con quello psico-emotivo. Si pratica apponendo le mani, anche senza toccare, sulla persona da trattare; tra i suoi effetti più immediati, ci sono relax, tranquillità, maggiore stabilità emotiva, maggiore forza fisica e mentale. Più lo si pratica, più gli effetti diventano evidenti.
Il Reiki Usui è una tecnica olistica, laddove ὅλος in greco significa “tutto”, con l’accezione di “predominanza del tutto sulla parte“. Per questo, ciò che è olistico prende in considerazione la persona nel suo insieme di corpo, mente, emozioni e spirito. Nell’antichità, infatti, l’essere umano veniva percepito come un unicum, composto da queste parti, ognuna con la sua importanza e le sue prerogative. Con l’avvento dell’Illuminismo, la parte spirituale dell’uomo è stata messa in secondo piano a favore dell’aspetto mentale. Se prima, quindi, la Scienza era intrisa di spiritualità, la visione materialista del Settecento l’ha eliminata a favore di un approccio completamente materialista e centrato nella mente razionale, a totale esclusione dell’anima.
Questo, però, va in conflitto con la struttura dell’essere umano, che è corpo e mente, ma anche emozioni e anima, appunto.
"Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare" diceva Ippocrate, padre della medicina, consapevole che l’uomo non è solo un pezzo di carne che si può ammalare e può guarire.
Negli ultimi anni, tramite i media, siamo stati abituati a sentire la frase “Lo dice la scienza”, ma la scienza – quella vera – è dubbio, prova, fallimento e solo alla fine successo. E c’è anche tanta spiritualità, come ci dimostra, ad esempio, Federico Faggin, inventore della tecnologia touch, ma profondamente radicato nella sua Anima.
Quello di cui, oggi, ci parlano i media, infatti, non è scienza, ma scientismo, una neoreligione pagana con i suoi dogmi intoccabili e le sue vestali, cioè gli scientisti che invadono i mass media con le loro verità calate dall’alto.
Tornando al Reiki Usui, sappiamo che si pratica in molti ospedali: Molinette di Torino e Cardinal Massaia di Asti, tra gli altri; che fa parte del SSN del Brasile (e proprio il figlio di una mia cara amica ne ha usufruito l’anno scorso). In Svizzera, è possibile chiedere all’assicurazione di ricevere Reiki dopo un infortunio. E c’è documentazione su ospedali americani in cui si pratica Reiki durante gli interventi, anche sui chirurghi oltre che sui pazienti.
Su Pubmed (www.pubmed.com), inserendo Reiki nella chiave di ricerca, si approda a centinaia di studi a riguardo. Nel libro “Reiki, scienza e medicina” edito dalla scuola Il Reiki, presso la quale ho conseguito il Master, sono raccolte molte testimonianze sugli effetti benefici che la tecnica ha avuto su tanti riceventi. Quindi, liquidarlo come superstizione o come qualcosa di non-scientifico a priori, significa giudicare senza conoscere.
Chi pratica seriamente tecniche olistiche non dirà mai che queste possono sostituire la medicina, ma che possono integrarla, aiutando a riequilibrare il sistema energetico delle persone.
A proposito di Energia
Quando, alcuni anni fa, chiesi a mio padre se è vero che tutto è energia, lui mi guardò con aria quasi compassionevole e mi disse che era ovvio. Conoscevo la risposta alla domanda, ma la volevo da un chirurgo e primario in pensione, che ha dedicato tutta la sua vita lavorativa alla medicina in ospedale.
Quindi, perché – se tutto è energia – non se ne può parlare?
Forse perché non si vede?
Prima di tutto, ci sono persone che la vedono, come si vede qualsiasi cosa materiale, che è semplicemente energia che vibra meno velocemente. Vedono l’aura degli altri, degli animali, delle cose e scorgono la materia che brulica senza sosta, riuscendo a percepire particelle infinitamente piccole che vorticano e mostrano che l’Universo è sempre movimento, mai stasi.
Eppure si “crede” più facilmente, ad esempio, al wireless, che non si può vedere, piuttosto che alle tecniche energetiche.
Quindi, se una persona va in giro con una mattonella in mano, tenendola vicino all’orecchio e parlando con qualcuno che sta a cento chilometri di distanza non c’è niente di strano, ma se si dice che l’essere umano è fatto – come tutto l’Universo – di energia e che può incanalarla, allora intervengono gli esorcisti…
Perché gli esorcisti intervengono adesso?
Come ho scritto sopra, il Reiki ha circa un secolo di vita e si pratica negli ospedali di tutto il mondo da molti anni, quindi come mai gli esorcisti intervengono proprio adesso a gamba tesa?
Non è facile rispondere a questa domanda, ma quello che vedo è un disgregamento della Chiesa stessa, ormai iniziato almeno col pontificato precedente a questo. In questo disgregamento, probabilmente, la Chiesa alla deriva bacchetta anche tecniche e pratiche che non sono assolutamente in contraddizione con gli insegnamenti di Gesù, forse per paura di perdere potere; forse per timore che i fedeli si avvicinino a qualcosa che è erroneamente considerato, da chi non lo conosce (o non vuole ammetterne la validità), sostitutivo di una religione che sta lasciando un grande vuoto nei fedeli o, forse, ancora, perché confondono la sana pratica del Reiki Usui con derivazioni che non le appartengono. In ogni caso, il Reiki Usui non è una religione e non vuole diventarlo.
Attraverso gesti giustificati come di “apertura”, si è vietata la messa in latino. Eppure, il latino è la lingua degli esorcismi, perché ha una potenza energetica ben diversa dalle altre lingue: eliminarla dalla Santa Messa significa indebolire la sua celebrazione.
La musica dell’organo ha frequenze curative, che elevano l’anima portandola più vicino a Dio: come mai, oggi, non si sente quasi più? Qualche giorno fa, a Limone Piemonte (CN), sono entrata in chiesa e l’organista stava suonando. Dopo lo stupore di sentire lo strumento vibrare dal vivo, ho percepito la Pace che trasmette, ma anche la Forza che anima i veri servitori di Dio.
Si può essere cristiani cattolici e reikisti?
La risposta è Sì, si può.
Io stessa sono sempre stata profondamente credente e non ho mai avuto dubbi nell’esistenza di Dio, che ho sentito, spesse volte, molto vicino. E, al collo, porto una croce che non tolgo mai.
Il Reiki Usui è una TECNICA di riequilibrio energetico che nulla ha a che fare con religioni, spiritismo, demoni o energie dei morti; e non è una setta. Al contrario, ci parla di Amore, sostegno agli altri, servizio, apertura del Cuore, Crescita e chi lo pratica o lo ha ricevuto lo sa molto bene.
Anni fa, decisi di diventare Master per le meravigliose trasformazioni che il Reiki aveva portato nella mia vita e che cominciai a desiderare di condividere.
Pensare che il Reiki faccia male, è solo una superstizione.
Gesù, nel Vangelo di Giovanni (Gv 14, 12), dice: "Chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi”.
Nessuno avrà MAI la pretesa di diventare come Gesù, ma ispirarsi a lui è compito di ogni cristiano. E lui guariva con gesti che persino i bambini compiono, quando si fanno male: usando le mani dove duole.
Perché, se Gesù è venuto a redimerci e a dirci che siamo figli e figlie di Dio, non dobbiamo essere grati di poter aiutare qualcuno con le nostre mani, seguendo il suo esempio? Non compiremo miracoli, ma se possiamo sostenere i nostri fratelli e non lo facciamo, dov’è il male, in questo caso?
In questa sede, tengo a sottolineare che il Reiki Usui è un sostegno concreto al benessere psicofisico delle persone, non ha controindicazioni e si integra benissimo con qualsiasi pratica medica, coadiuvandola e non certo sostituendola. E non è in contraddizione con la religione Cattolica.
Con questo articolo, non cerco di giustificare una pratica che non ha certo bisogno di essere difesa da me, perché utilissima e utilizzata da milioni di reikisti nel mondo con grande beneficio, ma perché trovo giusto non tacere di fronte a chi cerca, ingiustificatamente, di infangarla per scopi poco limpidi.
Quando anche gli scientisti e gli esorcisti lo capiranno (o – almeno alcuni di loro – lo ammeteranno, perché l’hanno capito benissimo), il mondo diventerà un posto migliore!